giovedì 8 settembre 2011

Mediterraneo, perché lasciarlo?






Uscire dal Mediterraneo è spesso il sogno di molti navigatori, appunto “mediterranei”.
Questa è quasi un esigenza insita in tutti coloro che amano la navigazione e sono spinti dal forte desiderio di correre su mari più estesi, e perché no, di confrontarsi con situazioni più impegnative. 
Si potrebbe dire anche d'esplorare zone incognite, anche se oggi, nel mondo, “d'incognito” non è rimasto praticamente nulla! 
Il desiderio di varcare le fatidiche “Colonne d'Ercole” è legittimamente radicato in tutti i velisti: da quelli che solcano le tranquille acque di un lago a bordo di una modesta deriva, e che mai potrebbero pensare d'avventurarsi in lunghe navigazioni, ai possessori di barche più grandi che in effetti permetterebbero loro di lasciarsi alle spalle le acque del “Grande Stagno”. 
Vi sono diversi modi di realizzare quest'impresa.  
Il più comune è quello che i francesi chiamano “tour de l'atlantique nord”, che consiste nel fare una traversata sulle rotta degli alisei, raggiungere le Antille, per poi rientrare in Europa, o nel Mediterraneo, percorrendo la rotta che passa per le Azzorre, molto spesso questo programma è realizzato nell'arco di pochi mesi: partenza tra Novembre e Dicembre e rientro tra Maggio e Giugno.  
Diverso è il caso di chi esce dal Mediterraneo con l'intenzione di rientrarvi solo dopo diversi anni.  
Anche questi si suddividono in ulteriori differenti categorie: vi sono quelli che partono con il preciso programma di fare l'intero giro del mondo, in un periodo più o meno lungo, altri pensano di trasferirsi in una zona climaticamente favorevole e di restarvi a tempo non definito, altri ancora escono senza un preciso programma, non fanno il “giro del mondo”, ma “girano per il mondo” a tempo generalmente indeterminato. (è questa la categoria a cui appartengo io, e che ho descritto nel libro: Rotta a Zig-Zag). 
Negli ultimi tempi ho spesso letto, o ascoltato, velisti alle prime armi, che pensano di lasciare subito le acque di casa e spesso intendono farlo con barche di grandi dimensioni, ritenendole più confortevoli e sicure di una di dimensioni più modeste. 
E' questa una soluzione certamente possibile, anche se lasciare il Mediterraneo, senza prima averlo ben conosciuto comporterà poi una mancanza difficilmente colmabile. 
Il Mediterraneo, che dal punto di vista della storia, della cultura, delle bellezze naturali, è uno dei mari più belli del mondo, offre ancora al navigatore moderno numerose possibilità d'esplorare e conoscere angoli di mondo bellissimi, e di confrontarsi con situazioni di navigazione differenti tra di loro e spesso anche impegnative. 
Mi è capitato sovente d'incontrare, specialmente in Brasile ed in Argentina, velisti il cui sogno segreto era appunto quello di riuscire finalmente a navigare in Mediterraneo!
 Credo, quindi, che vada benissimo anelare ai vasti oceani e prepararsi per percorrerli, ma non prima d' aver assaporato a fondo il “nostro mare”.



3 commenti:

  1. Luigi,
    parole sacrosante !

    Il Mediterraneo è davvero uno dei mari più belli del mondo e forse anche uno dei più difficili da navigare.
    Quando penso alla Croazia alla Grecia ed alla Turchia, solo a girare per tutte quelle isolette ci vorrebbero anni con il rischio di perdersi e non voler continuare.
    Max

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  2. Gli unici problemi del Mediterraneo, oggi sono i sovraffollamento edi i costi elevati.
    Riguardo al sovraffollamento, che per altro è presente ormai anche in altre zone del mondo, vedi Piccole Antille, sarebbe sufficiente evitare i periodi clou, per i costi non saprei proprio cosa dire, vi manco ormai da troppi anni!
    Se dovessi rientrare in Mediterraneo sceglierei di perdermi tra le isole del Dodecanneso e le coste della parte orientale della Turchia.
    Molti amici naviganti che le frequentano mi dicono che sono ancora discretamente vivibili, conservate ed a prezzi ragionevoli.

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