Estratto tratto da "In Fuga da Buenos Aires a Trinidad" di Luigi Ottogalli, edizione il Frangente 2012
Il porto di Piriapolis, collocato sulla foce dell'estuario del grande Rio de La Plata, in Uruguay, è a buon diritto uno di quei nodi topici in cui s'incrociano le rotte dirette verso il Sud del Mondo (Patagonia, canale di Beagle, Canale di Magellano, Cabo de Hornos) con quelle più modeste che s'addentrano nel Rio de La Plata o salgono verso il Brasile. È dunque un luogo privilegiato per gli incontri tra i più avventurosi girovaghi dei mari, quelli che sono usciti dalle comode rotte galleggianti nella fascia degli alisei.
Il
marina dispone di circa sessanta ormeggi in acqua e di un ampio
piazzale completamente lastricato per la sosta a terra.
Nella
stagione estiva il porto è congestionato dalle barche argentine, ma
una sosta in quel periodo consente di stringere amicizie. Gli
argentini sono di norma molto aperti e cordiali, e potranno tornare
in seguito molto utili quando ci si dovrà districare per trovare un
buon ormeggio a Buenos Aires.
Piriapolis
34°52’27S
– 055°16’43W
Ultima
visita nel 2009.
L’argentino
Francisco Piria, sognatore, utopista, appassionato d’alchimia ed
esoterismo, fondò nel 1893, dal nulla, la città di Piriapolis,
sulla costa orientale del Rio de la Plata.
L’argentino
Francisco Piria, sognatore, utopista, appassionato d’alchimia ed
esoterismo, fondò nel 1893, dal nulla, la città di Piriapolis,
sulla costa orientale del Rio de la Plata.
L’idea
del señor
Piria era quella di una città-vacanza modello, destinata
prevalentemente alla ricca clientela argentina che già allora
prediligeva le coste uruguagie
per le proprie vacanze.
Prima
della sua morte riuscì a completare l’elegante Rambla de los
Argentinos, il sontuoso Grand Hotel Argentino in stile
floreale-eclettico, il castello Piria in stile neogotico-floreale e
l’intero piano di lottizzazione.
Dopo
la sua scomparsa il progetto si arenò, ma la città attuale è stata
realizzata secondo i piani urbanistici del suo ideatore, sebbene sia
venuto a mancare lo stile architettonico unitario immaginato dal
poliedrico señor
Piria.
Durante
tutto l’anno l’attuale Piriapolis è una tranquilla cittadina un
poco dimessa, che improvvisamente si risveglia da novembre a febbraio
quando è presa d’assalto dalle famiglie di argentini che non
possono permettersi la vicina ma più ricercata e costosa Punta del
Este.
Per
i naviganti
Il
principale motivo d’interesse per il navigante è il Puerto
Deportivo di Piriapolis, al cui interno vi sono le strutture del
marina meglio attrezzato di tutto il Rio de la Plata.
La
posizione del Puerto di Piriapolis, collocato alla foce del Rio de la
Plata, è infatti strategica per le barche che scendono verso il
Grande Sud, o che da lì ritornano nei climi più dolci del Nord.
È
anche un buon punto di sosta per coloro che intendono addentrarsi nel
grande estuario.
Il
porto è protetto dai freddi e forti venti di sudovest da una lunga
diga foranea. Un secondo molo, di recente costruzione, assicura il
ridosso da ovest nordovest, facendone lo scalo meglio protetto di
tutta la costa orientale del Rio de la Plata.

L’alaggio
e il varo sono assicurati da un enorme travel-lift da 90 tonnellate,
il più grande di tutto il Rio de la Plata e probabilmente di tutte
le coste americane a sud dell’equatore.
Questo
travel-lift
è
un’eredità
di quando la regata attorno al mondo Whitbread faceva scalo nel
vicino porto di Punta del Este, pertanto è piuttosto “anziano” e
di tanto in tanto palesa gli acciacchi degli anni. Ma il flemmatico
Walter, che è il direttore del marina e anche il manovratore del
grosso mostro, con calma e pazienza lo riporta sempre a un eccellente
stato di funzionamento.
Di
norma non sarebbe consentito vivere a bordo delle barche poste in
secco, ma Walter chiude sempre un occhio, e anzi, quando ci sono
ispezioni dalla direzione di Montevideo, avverte tutti di togliere
gli evidenti segni di vita a bordo, come ad esempio i panni stesi, e
di dimostrarsi molto indaffarati nei lavori di manutenzione!

Piriapolis
offre un’eccellente scelta di rifornimenti alimentari (il
supermercato Devoto, un mercato del pesce e tanti piccoli negozi
d’alimentari) diversi buoni artigiani (meccanici, fabbri e
carpentieri) e molti negozi di ferramenta. Inoltre mi è giunta
notizia dell’apertura (2011) di un ship
chandler
gestito dal signor Alejandro Martin; il negozio si troverebbe in una
delle piccole ville della rambla
che dal porto conduce al centro e pare sia particolarmente ben
fornito di antivegetative e pitture in generale. In alternativa ci si
deve recare a Montevideo, che è raggiungibile in circa un’ora e
mezzo di bus.
Piriapolis
è anche porto franco e pertanto è possibile farsi inviare materiale
dall’estero esentasse, indicando chiaramente che è destinato a una
barca in transito.In
tutto l’Uruguay le pratiche doganali sono molto semplici e le
barche possono sostarvi per un periodo illimitato; se però si
fermano più di nove mesi consecutivi dovranno pagare una modesta
tassa.