martedì 20 gennaio 2009

Prua a Levante


Il 29 febbraio, condizioni meteo permettendo, partirà da La Spezia “Pasaya”, uno Sleeker 45 – racer in alluminio e carbonio dalle caratteristiche tecniche molto avanzate – con destinazione la Tailandia.

In questo non vi sarebbe nulla di particolare, molte barche ogni anno,dal Mediterraneo affrontano la rotta per l'estremo oriente, anche se sono sempre di numero infinitamente inferiore rispetto a quelle che salpano con prua verso il calar del sole.

Il viaggio del “Pasaya” ha però almeno tre elementi che lo distinguono da altri.

Primo – avviene nella ricorrenza dei 140 anni di relazioni diplomatiche tra Italia e Tailandia, ed è sponsorizzato dall'Ambasciata di Tailandia in Italia.

Secondo – Salpa in un periodo dell'anno assolutamente inusuale, in pieno inverno, ripercorrendo una prima tappa mediterranea che di isola in isola, raggiungerà Tel Aviv. E' una rotta classica, percorsa già dalle galee genovesi e veneziane, con la differenza che in questo periodo dell'anno la Serenissima Repubblica, chiudeva le sue rotte, poneva le galle al sicuro negli squeri e nei mandracchi della costa dalmata, ed attendeva l'arrivo della primavera per riprendere la navigazione.

Terzo, ma per me primo – Al comando vi sarà il mio amico Simone Perotti, alla sua prima esperienza di grande navigazione oceanica, ma conoscendo le sue doti di marinaio, il suo metodico e serio approccio alla navigazione, la sua grande cultura e conoscenza delle cose di mare, sono certo che realizzerà un viaggio perfetto ed un'avventura indimenticabile.

Chi volesse seguire il viaggio di Simone potrà farlo, collegandosi al sito:

http://www.genovaphuket.com/

domenica 14 dicembre 2008

La Riserva

Nel paese dove mi trovo ora, esistono le “Riserve indiane” scampoli di territorio, quasi sempre inospitali, dove per gentile concessione del governo sono confinati gli ultimi superstiti di quelli che un tempo furono i proprietari di questa terra. Non tutti gli “indios” stanno nelle riserve, molti hanno deciso di cercare di accettare le diverse condizioni di vita imposte dal nuovo mondo creato dai “conquistatori”, e vivono – malamente- nella società degli uomini bianchi. Nelle riserve stanno quelli incapaci di adattarsi, e che ostinatamente, persistono a voler vivere secondo il loro ancestrale stile di vita.
Sfogliando le patinate riviste del mondo della vela – che esistono anche qui -, guardando su internet le regate “virtuali” di moda in questo momento, mi sento sempre più vicino agli indios che hanno scelto di ritirarsi nelle riserve.
Sto solo aspettando che aprano una “riserva per velisti obsoleti” per potermi ritirare tra i pochi superstiti miei consimili. So benissimo che in questo modo mi esporrò' allo scherno ed al ludibrio dei nuovi turisti che verranno a visitare la riserva, come ci si reca allo Zoo o al Circo Equestre. Giovani aitanti, vesti con capi di avveniristico abbigliamento tecnico “griffato”, accompagnati da biondissime bamboline plasticose, ci additeranno sghignazzando:
- “Guarda quello, quello con i bermuda stracciati, là in fondo sta girando a mano con una manovella un antico verricello! - E quell'altro, con la pipa ed il cappellino di lana, sta attaccando con dei ganci una vela a un cavo metallico, e la issa a mano tirando su una corda! - Incredibile, non ci posso quasi credere, quella signora ancora carina, sulla piccola barca gialla, usa una barra di legno per pilotarla!”-
Noi faremo tutti mostra di non vederli e di non sentirli, e continueremo imperterriti a navigare riportando la nostra posizione su un pezzo di carta usando una matita, scruteremo l'orizzonte strizzando gli occhi o attraverso le lenti di un banale binocolo, e proseguiremo cosi tranquilli, fino a quando l'ultimo di noi non si sarà estinto, e ne rimarrà solo lo sbiadito ricordo su qualche vecchia fotografia.

Da bordo del Jonathan sul Rio della Plata

domenica 7 dicembre 2008

Perchè in Antartico ?




L'altro giorno stavo attendendo il mio turno nella sala d'attesa di una clinica traumatologica di Buenos Aires,- tendinite alla spalla, infiltrazione di cortisone, non silicone!- quando la mia attenzione venne improvvisamente attratta da una notizia dell'ultima ora lanciata dalla televisione che sempre accesa per aiutare i pazienti ad ingannare la lunga e noiosa attesa.

Una nave da crociera si era incagliata su un banco di ghiaccio nella Penisola Antartica, ed erano scattate le operazioni di soccorso per evacuare i circa cento passeggeri presenti a bordo, e per cercare di arginare i danni ambientali provocati da una importante fuga di gasolio.
La “Ciudad de Usuhaia”, bandiera Panamense, fa parte delle decine di navi da crociera che, con l'avvento dell'estate Australe, ogni anno organizzano “Viaggi avventura” da Usuhaia alla Penisola Antartica. Si è incagliata il 5 dicembre alle 14,00 UTC.
Queste crociere di lusso sono una moda che sta aumentando ogni anno, si calcola che negli ultimi quindici , il numero di navi da crociera che si recano in Antartide sia quintuplicato! Sono, naturalmente, molto preoccupato per i danni ambientali che questo ennesimo incidete sta provocando – l'anno scorso, nel medesimo periodo, un'altra di queste navi s'incagliò su un banco roccioso, ed alla fine affondò sul posto , provocando un grave inquinamento (fortunatamente senza nessuna vittima) – ed anche moderatamente dispiaciuto per i disagi patiti dai passeggeri, e sopratutto dall'equipaggio. Ma non posso che fare considerazioni negative su questa costosa moda, ed al fine pensare che un poco di vera “avventura” non faccia male agli incauti turisti aantartici.
Pochi giorni prima di questo incidete ho avuto modo di ascoltare Isabelle Autissier e Érik Orsenna, che presentavano il loro prossimo viaggio in Antartide, a bordo di “Ada 2”, uno sloop di 15 metri , in alluminio, vecchio di trenta anni (disegno di Joubert), viaggio organizzato nell'ambito del progetto : “Pouqua pas l'Antartique?”. Isabelle ed Erik, spiegarono all'affollata platea di appassionati velisti Argentini, che si recavano in Antartide perché questa è una delle ultime regioni incontaminate del globo, ed è necessario dare dei segnali per la sua salvaguardia, un viaggio con un mezzo ecologico, ben attrezzato , come può essere un veliero condotto da una tanto esperta navigatrice, non può essere, in effetti, che un segnale forte. Il problema è quanti avranno modo di ricevere questo segnale, e quanti, invece, saranno sempre di più attratti dalle crociere d lusso, che al costo di diverse migliaia di dollari, offrono la sensazione dell'avventura, ben calmierata dalla “SPA” di bordo, dalla raffinata cucina, e da un'organizzazione della sicurezza, apparentemente a prova di bomba. Quando dopo alcuni giorni tra i ghiacci, li si vedono sbarcare sul molo di Usuhaia, s'atteggiano tutti a novelli “Schakleton”, naturalmente però, rivestiti da griffatissimi abbigliamenti super-tecnici di ultima generazione!
In realtà l'organizzazione della sicurezza, ha spesso gravi falle – metaforiche e reali – ed il viaggio di piacere può rivelarsi completamente differente dalle aspettative. Il segnale che viene lanciato, ma forse da pochi capito, non è dei più edificanti: lusso. spreco ed inquinamento. ii progetto di Isabelle, che approvo incondizionatamente , mi sembra, a questo punto quasi patetico ed inane.
Forse neppure questo angolo del pianeta riuscirà ormai a salvarsi!
Non ho mai seriamente pensato di recarmi navigando fino in Antartide, è un clima ed un livello di rischio e sofferenza che non è più nelle mie “corde”, ma inizio a pensare che forse, anche noi viaggiatori del mare, dovremmo rinunciare a questi progetti superbi e pieni di pathos, lasciamo tranquillo questo grande continente di ghiaccio, lasciamolo a piccoli e selezionati gruppi di ricercatori e di scienziati, e speriamo che non ci svelino presto tutti i suoi misteri, in modo che ci possa rimanere ancora qualcosa su cui sognare.

Da bordo del “Jonathan” - Rio della Plata – 7/12/2008


Alcuni Link di riferimento:


Inserisci link

domenica 15 giugno 2008

Siamo in partenza per l'Italia


Dopo tre mesi trascorsi a Buenos Aires, siamo in partenza per l’Italia, dove resteremo fino ai primi di Settembre.

Il periodo trascorso qui, ci ha permesso d’iniziare a comprendere un poco questo paese, geograficamente cosi lontano dall’Italia, ma in realtà culturalmente e “sentimentalmente” molto più vicino di quanto da noi si pensi.

Probabilmente ciò è dovuto al quasi 50% degli Argentini che hanno origini Italiane, e che quindi si sentono molto legati al paese d’origine.

Qui circola una battuta: “Gli Argentini, sono Italiani che parlano spagnolo!”

Anche il modo di vivere degli argentini è molto vicino al nostro; di tutti i paesi, fino ad ora visitati, questo è certamente il meno “esotico” ed il più Europeo.

Appena arrivati a Buenos Aires non mi era piaciuta per nulla, la trovavo sproporzionata e caotica; effettivamente è una città immensa (più di dodicimilioni d’abitanti ), e come tale piena di forti contraddizioni.

Vivendola, ho invece imparato ad apprezzarla, ed ora la lascio un poco a malincuore; in questo cambio di valutazione ci hanno aiutato molto le tante amicizie che in breve tempo abbiamo stretto.

Una cosa bisogna assolutamente dire: gli Argentini sono molto cordiali, ospitali, curiosi delle esperienze degli altri, ed in definitiva ansiosi di avere nuovi contatti,con persone provenienti dai paesi delle loro lontane origini .


sabato 7 giugno 2008

Cruzero del l'Amistad


Il 10 magio scorso è partita da Buenos Aires la seconda edizione del "Cruzero del'Amistad" (Crociera dell'Amicizia".

Evento eccezzionale per lo Yacht ing da diporto locale; gli Argentini, infatti, hanno moltissime barchea vela, ma navigano poco a lungo raggio, e difficilmente escono dall'estuario del Rio della Plata.

In questo caso, ben 29 barche sono salpate in conserva per raggiungere le "mitiche" spiagge tropicali di Rio de Janeiro.



Noi siamo andati a salutare alcuni amici in partenza, e debbo dire
che lo spettacolo è stato gradevole e folkloristico.


La flotta si trova attualmente a San Francisco do Sul , ma le barche sono diminuite di un'untità.:se ne è infatti persa una.

Il 30 maggio l'equipaggio dell' "Iilka" , uno slloop in acciaio di 41 piedi, è stato tratto in salvo da un cargo, e la barca lasciata alla deriva.


i dettagli si trovano su questo sito Brasiliano:

Il mio commento personale, è che queste crociere di gruppo, danno sempre una falsa sensazione di sicurezza, e sono quindi scelte da
equipaggi poco esperti, che cosi credono d'essere al riparo da qualsiasi danno.

In mare, invece, ciascuno deve contare solo ed unicamente sulle proprie risorse, ed adeguare la navigazione ai propri mezzi ed alla propria esperienza.




























venerdì 6 giugno 2008

Un breve riassunto delle precedenti puntate



Chi è "Jonathan" ? E' un cutter in vetroresina e legno, lungo poco più di dodici metri, progettato dal compianto Carlo Sciarelli, e costruito a Gallipoli nel 1991.

Lo abbiamo acquistato nel 2003, e dopo una crociera d'affiatamento in Grecia, il 18 dicembre del 2003, siamo partiti da Pantelleria per portare la barca a Trapani, e completarne la preparazione al lungo viaggio.

Nel mese di Giungno del 2004 siamo partiti con prua a Ovest, ed ecco le princopali tappe fino al momento attuale:

- Novembre 2004 arrivo a Formentera, nelle Baleari, dove pensavamo di fermarci per due o tre giorni....siamo ripartiti nel Maggio del 2005...

- 20 Giungo 2005, Gibilterra
- 04 Agosto 2005, P.to Santo, arcipelago di Madera.

- 26 Agosto 2005 , isola di Graziosa alle Canarie.

- 02 Dicembre 2005, Dakar in Senegal.


- 16 Aprile 2006, isole Fernando de Norona, Brasile.

- 02 Maggio 2006, Salvadore de Bahia, Brasile

- 20 Maggio 2007, Punta de L'Este, Uruguay.

- 17 Febbraio 2008, Buenos Aires, Argentina.

Complesssivamente cica novemila miglia; che in cinque anni, fanno una media di 1800 miglia all'anno...molto poche!
Il viaggio "lento" ci ha permesso di goderre di lunghi scali in luoghi molto belli, d'approfondire la conoscenza di genti e paesi, e di stringereforti amicizie!

Questultimo anno, abbiamo, poi, navigato ancora meno, limitandoci ad attraversare il Rio della Plata.
Dopo quattro anni di navigazione, "Jonathan" richiedeva un poco d'attenzione extra, ed abbiamo approfittato delle condizioni favorevoli che si trovano qui in Argentina ed Uruguay per realizzare alcuni lavori di manutenzione emuglioramento: Revisione dell'albero e del sartiame, vernici interne ed esterne, revisione degli impianti principali, vele nuove, nuova cappottina, nuovi plexiglas agli osteriggi, ecc...

Silvia, tra una scartavetrata e una mano di coppale, ha poi approfittato della pausa per divenire una provetta ballerina di Tango!

Non ci siamo, infine, fatta mancare l'occasine d'effettuare alcuni viaggi per terra, all'interno dell'Uruguay, in Patagonia, nella Trerra del Fuoco ed in Cile.



mercoledì 28 maggio 2008



Buenos Aires 28 maggio 2008

Cari amici,
abbiamo pensato di affiancare ai nostri siti di viaggi:
www.isoletralevele.it
www.iviaggideljonathan.net.

un BLOG, che ci pare il modo più rapido per condividere le nostre espeienze di viaggio, gli incontri, i pensieri, e tanto altro.

Naturalmente i siti rimarranno aperti, e conterranno maggiori approfondimenti.

Un abbraccio a tutti da Luigi e Silvia